Casse di risparmio postali

1. Sulla scia delle riflessioni svolte da Luigi Einaudi sul risparmio postale visto in ottica di integrazione/contrapposizione con il risparmio bancario e sulla funzione svolta dalla Cassa Depositi e Prestiti nel finanziamento delle opere pubbliche, è stato conferito a Giuseppe Della Torre ed a Maria Carmela Schisani l’incarico di ripercorrere, partendo dalle origini, l’evoluzione in termini istituzionali ed operativi delle casse di risparmio postali, fino alla loro trasformazione nell’attuale servizio di BancoPosta.

Nella prima fase del loro impegno i due ricercatori hanno reperito e studiato la documentazione contenuta in primarie fonti archivistiche e bibliotecarie, acquisendo una grande quantità di materiali in gran parte originali ed inediti, costituiti in misura significativa da letteratura grigia e da documenti primariamente non destinati alla pubblicazione.

Il piano di lavoro messo a punto sulla base delle verifiche effettuate prevede che la ricostruzione del complesso fenomeno del risparmio postale sia articolata in due volumi.

2. Il primo volume – la cui stesura è stata completata e che, di conseguenza, si prevede di pubblicare in tempi brevi – considera il periodo compreso tra il 1875 (anno in cui vengono istituite le casse di risparmio postali) e il 1925 (anno in cui si compie il primo cinquantennio della loro attività e vengono emessi i primi Buoni Postali Fruttiferi previsti dal R.D.L. 26 dicembre 1924, n. 2016).

Viene, dunque, approfondito lo stretto collegamento tra la costruzione del nuovo Regno d’Italia e il dispiegamento di un network postale unitario, soffermandosi sulla lunga fase preparatoria della legge del 1875 istitutiva delle casse di risparmio postali fortemente voluta da Quintino Sella. Si ripercorre poi lo sviluppo del sistema del risparmio postale dall’istituzione delle casse al nuovo secolo e il ruolo centrale svolto nella fase di sviluppo italiano da quelle che, in quel periodo, Einaudi ebbe a definire “la più grande banca italiana”.

E’ infine ricostruita la tumultuosa fase attraversata nel primo dopoguerra dal risparmio postale, impegnato, da un lato, nell’individuazione di nuovi strumenti di raccolta e, dall’altro lato, in alcuni tentativi di riforma.

I risultati della ricerca sono stati organizzati secondo una logica per cui, individuati i due macro-periodi in cui si sviluppa la storia (1861-1875 e 1875-1925), ciascuno di essi è preceduto dall’illustrazione del rispettivo quadro di contesto.

Il primo macro-periodo si articola in tre capitoli (la genesi, l’elaborazione legislativa e la legge istitutiva delle casse di risparmio postali), mentre il secondo macro-periodo prevede due capitoli dedicati, rispettivamente, all’evoluzione della cornice ordinamentale nella quale si muove il sistema del risparmio postale e all’analisi economica del suo sviluppo e della sua evoluzione. In quest’ultimo capitolo appare evidente il diverso taglio conferito alla trattazione rispetto ai capitoli che lo hanno preceduto: in esso si passa, infatti, da un’analisi storico-giuridica a un’analisi storico-economica supportata da numerosi grafici, tabelle e figure costruiti su fonti molto spesso originali.

Una sottolineatura meritano gli importanti apparati: a) l’appendice biografica, che permette di evitare un eccessivo appesantimento delle note o, in alternativa, l’adozione di una pratica (l’utilizzo di box) non in linea con le caratteristiche della collana; b) l’appendice statistica sull’evoluzione del risparmio postale, curata da Giancarlo Ragozini, che qualifica significativamente l’opera per la sua assoluta originalità; c) l’articolazione delle fonti archivistiche e bibliografiche, nelle quali si distingue tra fonti originali a stampa, relazioni postali e riflessioni dedicate da Luigi Einaudi al risparmio postale.

3. La prospettiva di lungo periodo è quella di realizzare anche un secondo volume che completi la ricognizione storica avviata ed illustri la fisionomia assunta dal risparmio postale durante il Regime fascista fino alla ripresa nel secondo dopoguerra. Verrebbero ripercorse anche la crisi degli anni Settanta e le riforme degli anni Novanta, fino ad arrivare all’istituzione del BancoPosta con conseguente privatizzazione del risparmio postale e messa a punto di nuovi strumenti digitali.